Mujeres, Caballeros, UE

16 05 2008

A seguito delle drastiche misure adottate dall’Italia in tema di immigrazione clandestina dure critiche alla politica del Governo B. provengono dalla vicepresidente spagnola Maria Teresa Fernandez de la Vega. Pare proprio che Don Silvio, che pure vanta lo jus primae noctis sulle sue neo-deputate non riesca a fare breccia nel cuore delle mujeres iberiche, nei confronti delle quali, recentemente, ha mostrato atteggiamenti machisti poco apprezzati.

Un ammonimento viene anche dalla Commissione Europea, che respinge fermamente l’idea di Frattini di rivedere il Trattato Schengen. Il nostro eroe di oggi, intanto, al Financial Times dichiara che non incontrerà il Dalai Lama per non urtare la sensibilità degli amici cinesi, ma che al tempo stesso si sente vicino alle istanze del Tibet. Il “ma-anchismo” contagia dunque il neo ministro degli Esteri, mentre siamo certi che a Bruxelles qualcuno avrà un motivo in più per gioire del suo rientro in patria. Veniale egoismo.




Il centro-sinistra e il Paese (almeno) negli ultimi quindici anni

13 05 2008




La Sinistra e il governo

13 05 2008




Il dito e la Luna

13 05 2008

Caso Travaglio contro Schifani. Un’incredibile serie di storture tipicamente italiane. Anzitutto nel dibattito sembrano essere amessi solo politici. Tra questi, poi, tutti, tranne il “giustizialista” Di Pietro, difendono il Presidente del Senato, compreso chi, proprio in Sicilia, si proponeva come elemento di novità. Nessuno dei nostri rappresentanti, però, se l’è sentita di affrontare quelle affermazioni nel merito. Ovvero: Travaglio ha affermato il falso o ha detto la verità? C’è chi dice che trattasi di mezza verità , con una lezione su ciò che invece dovrebbe essere la reale ricerca della verità. Ammesso e non concesso che Schifani non sia un colluso, i dubbi però rimangono; nel dubbio, in un Paese normale (ovvero nel resto d’Europa), non avrebbe mai potuto accedere alla seconda carica dello Stato.




Insospettabile orgoglio e implicazioni dermatologiche della politica

12 05 2008

Si diceva, nella precedente puntata, delle scelte di composizione del governo che pare abbiano penalizzato Alleanza Nazionale. Fini, pur dicendosi deluso, aveva però ingoiato il rospo…evidentemente indigesto, visti gli scazzi odierni sulle poltrone residue. Di mezzo, ovviamente, c’è sempre la Lega. Se uno ha una golden share, i suoi diritti li dovrà pur far valere, non vi pare?

 

Sul fronte opposto: varato il Governo Ombra, perchè un recente studio  dimostra che a fare opposizione alla luce del sole si rischia l’eritema. Un’Italia dermatologicamente sana si può fare!




Berlusconi IV: il suggello

11 05 2008

Tra qualche giorno sarà ufficiale: il quarto esecutivo Berlusconi guiderà il Paese per i prossimi 5 anni. Dalla composizione del nuovo governo sembrano emergere i seguenti profili.

 

Anzitutto alla lega Nord è stata riconosciuta la meritata rappresentanza, e forse qualcosa in più. Il riferimento è ovviamente  all’intrepido inserimento di Calderoli con l’espediente di un ministero ad hoc, quello della semplificazione. Del resto, avendo il creativo odontotecnico dimostrato una certa idiosincrasia nei confronti della stesura di testi normativi, l’impresa di ridurre quelli esistenti potrebbe senz’altro risultargli più congeniale. Per il resto Bossi alle riforme (a quando la presidenza della Commissione antimafia a Messina Denaro?), Zaia (new entry) alle Politiche Agricole, Maroni agli interni.

 

Premiati anche gli azzurri del sud: dopo la nomina di Schifani a Presidente del Senato, diversi i ministeri affidati ai fedelissimi del mezzogiorno. Spicca la new entry del giovane agrigentino Angelino Alfano, a cui viene affidato il ministero della Giustizia. La Sicilia trova un’altra rappresentante in Stefania Prestigiacomo, che si occuperà di Ambiente. Due i campani: Elio Vito (rapporti con il Parlamento) e Mara Carfagna, più nota per meriti anatomici che per quelli politici (Pari Opportunità). A chiudere il quadro della componente “Lega Sud” Raffaele Fitto, ex giovane promessa già alla guida della Regione Puglia, che per l’appunto, rimanendo in tema, curerà  i rapporti con le Regioni.

 

Alleanza Nazionale non ne esce benissimo: due ministeri con portafoglio (Difesa e Infrastrutture, assegnati rispettivamente a La Russa e Matteoli) e due senza, vale a dire Politiche Comunitarie (Ronchi) e Politiche Giovanili, affidato a Giorgia Meloni, già giovanissima vice-presidente della Camera e attualmente la più stimata ministro del nuovo esecutivo. Fini si aspettava qualcosa di più, ma poteva andare peggio.

 

A completare il Consiglio dei Ministri, ovviamente, il resto dei pilastri storici: Frattini (Esteri) rientrato da Bruxelles; Tremonti, recente autore di un best-seller, all’Economia; Sacconi al Welfare; Scajola allo sviluppo economico; Brunetta alla P.A. e innovazione, Bondi ai Beni Culturali, la Gelmini alla guida di Scuola e Università. Dulcis in fundo, a garanzia della completa e corretta attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. Questa sì che è sicurezza!

 

Tre  piccole considerazioni:

  1. le donne sono solo 3
  2. sorgono forti dubbi sulle reali competenze di molti esponenti
  3. ma in fondo quello che conta è che il governo sia unito e possa durare: e siamo certi che durerà, essendo i nominati perlopiù delle teste di legno atte a fare da parafulmine alle decisioni padronali.

Con 10 anni di opposizione, il centro-sinistra avrà tutto il tempo per raccogliere i cocci e reincollarli sapientemente… 

 

 

 




I dolori del giovane Jack Torrance

9 05 2008
Il titolo di questi mesi di PD targato Veltroni potrebbe essere “Loft: non aprite quella porta”. La decisione di non aprire quella porta è finora stata “bipartisan”: da un lato il comitato centrale, asserragliato dentro, pronto a laccare di democrazia decisioni in realtà assolutamente centralizzate e autoreferenziali (vedi primarie farsa e candidature condite da qualche effetto speciale, ma nella sostanza deludenti – e gli elettori, tutt’altro che sprovveduti, come si cerca di far credere, se ne sono resi conto benissimo); dall’altro lato la cosiddetta base: tutti ad aspettare, vuoi per cieca devozione al deus ex machina, vuoi perché storditi e talvolta anche infastiditi dalla dissonanza fra le dichiarazioni d’intenti e le scelte effettivamente compiute “colà dove si puote”.
 Il tour di Veltroni per l’Italia ha ipnotizzato molti: la versione all’amatriciana delle presidenziali americane ha dato certo la carica a molti, militanti e non. Ma evidentemente non abbastanza: la sconfitta è stata nettissima, il risultato del PD (che, per inciso è 33,1 e non 34, come il segretario ha dichiarato qualche giorno dopo le elezioni) mediocre e inferiore alle aspettative degli stessi vertici. Sarà difficilissimo nei prossimi anni (da 5 a 10) colmare il gap, perché ciò che abbiamo fra le mani, al momento, è una scatola, piuttosto grande, ma pur sempre vuota. Mancano i contenuti, manca una vera organizzazione, mancano le idee, manca insomma una ragione sociale. Si è trattato finora di un grosso comitato elettorale, peraltro con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
E’ necessario veramente voltare pagina. In queste settimane si cerca di far passare, a tutti i livelli, un’idea sbagliata e pericolosa: quella per cui chi sbaglia non solo è intoccabile, ma è per di più meritevole di essere premiato. Nel resto d’Europa (penso per esempio ad un caso cronologicamente vicino, quello dei laburisti inglesi che, perse pesantemente le amministrative, non hanno esitato a mettere in discussione la leadership di Brown) e del mondo democratico, chi sbaglia si assume le proprie responsabilità. E questo nel PD non sta succedendo.  Sarebbe invece ora di frenare quest’ondata di irresponsabilità e spocchiosa sufficienza. Non resa dei conti, ma rinnovamento vero, nelle forme e nella sostanza.
Il PD manca di radicamento. Questo handicap è colmabile solo se si riacquista la capacità non tanto di parlare alla gente da un podio col sottofondo di un pezzo pop emotivamente coinvolgente, quanto quella di guardare quello che sta attorno e ascoltarla la gente, carpirne i bisogni e dare risposte serie. Elaborare proposte, programmi credibili.



Yes, HE can

7 05 2008

Quando le primarie sono serie, i candidati si sfidano a viso aperto, anche con colpi più o meno bassi, e la politica appassiona ancora...go Barack, u r the man!!!




Uno spettro si aggira per il Loft?

7 05 2008

 

Non fatevi ingannare da questo: i dalemiani non esistono!




Lavorare uccide

6 05 2008

ancora incidenti sul lavoro…un continuo stillicidio. Più che nobilitare, sembra che il lavoro umili, ferisca e uccida l’uomo.