Il verduraio magico

30 04 2009

mortad_b1Braccia sottratte all’agricoltura: invitato d’onore all’assemblea di Coldiretti, in qualità di mago del cetriolo, Berlusconi ha per l’ennesima volta riproposto il suo numero da avanspettacolo distribuendo mortadella a tocchi (sottile metafora politica o indole da banconista?) e regalando perle di fine umorismo sulle polemiche legate alle liste per le europee.

La crisi colpisce anche i migliori: le polemicucce nostrane non sono sfuggite al punto di riferimento dell’informazione globale, il New York Times. La corrispondente dall’Italia, Rachel Donadio, si rivela brillante commentatrice politica, capace di avvalersi di testimoni d’eccezione quali Giuliano Ferrara e – udite udite! – Maria Latella nel ricostruire la vicenda.

Politica in rosa: pare esserci una spiegazione scientifica ai criteri guida nella composizione delle liste della PDL: sembra infatti che durante la visita in Polonia, scalpoasfaltato si sia ingozzato di Golonka (piatto tipico a base di carne suina), senza prima farla assaggiare a Bonaiuti. Si è scoperto che la carne proveniva dal Messico ed il virus non avrebbe subito mutazioni, come invece accade nel contagio maiale-uomo.





Notizie Ans(i)a

23 01 2009

Barack Obama decide la chiusura del carcere di Guantanamo.  Alemanno rassicura i soldati che rimarranno disoccupati: “verranno inseriti nel piano speciale per la sicurezza di Roma. Aperte le trattative anche con la catena di comando di Abu Grahib”.  Sensibile ai segnali di cambiamento provenienti da Washington anche il vertice del PD. Bettini: “condividiamo la forte presa di posizione contro le torture; per questo motivo lasceremo la guida del partito”.





Sputtanamento a media unificati

7 11 2008

Dopo “Un borghese piccolo piccolo” arriva il grottesco sequel “Un milionario infimo”, scritto, diretto, interpretato, prodotto e distribuito da Silvio Berlusconi. Trama: un parvenue, divenuto ricchissimo grazie a loschi affari e rapporti piuttosto discutibili, si ritrova catapultato a Palazzo Chigi. Il poveretto, non avendo nè gli strumenti politici nè quelli intellettuali, dovrà affrontare prove difficilissime. Su tutte, mostrare del tatto nei rapporti con colleghi ben più importanti o dire cose di una qualche rilevanza politica ai summit internazionali. L’impresa è ardua: capita così che un giorno, negli USA, venga eletto per la prima volta nella storia un nero alla Presidenza. L’evento ha una valenza storica che viene percepita e ammessa persino dal suo concorrente alla corsa per la presidenza (e dire che i toni della campagna elettorale erano stati ben più accesi che nel Belpaese). Non però dal nostro Silvietto, che da fine statista prevede che con il nuovo Presidente degli USA i rapporti saranno ottimi, trattandosi di soggetto giovane e ben abbronzato. La frase, pronunciata nel corso di un incontro con il collega russo, fa il giro del mondo. Parte lo sputtanamento su tutti i mezzi di informazione mondiali. Qui la scena clou del film: Silvio dà dell’imbecille a quanti critichino o semplicemente facciano notare la figura di merda che ha fatto e che ha fatto fare all’intero paese, dimostrando così ancora una volta, semmai ve ne fosse il bisogno, di essere assolutamente inadatto a rappresentarlo. Il film prevede un piccolo intermezzo, in cui la portata catartica della vittoria di Obama si mostra del tutto impotente di fronte all’idiozia e pochezza conclamate del Presidente dei Senatori del PDL Maurizio Gasparri, che in modo quasi scontato prevalgono su tutto il contesto storico impedendo al nostro gerarca con la zeppola di astenersi dalla prolusione di cazzate immani. Sorprendente, in questa scena, il cammeo di Maroni in veste di censore di minchiate. Avviso ai critici cinematografici poco inclini all’antiberlusconismo; vogliamo rassicurarli che la pellicola in questione non va iscritta nel filone del “nouvel dipietrisme” bensì in quello più rassicurante e nazionalpopolare della tragicommedia all’italiana. Un B-movie che lascerebbe perplesso persino il bizzarro Tarantino.





Scelte editoriali

5 11 2008

Questa mattina prendo il giornale. Lo sfoglio e mi dico: “Ma questa non è l’Unità, è Metro!”. Già, avrei dovuto capirlo dal colore…





Opposizione costruttiva/3

2 11 2008

Gelli





Opposizione costruttiva/2

29 04 2008





Opposizione costruttiva/1

29 04 2008

Ricevuta

Ulteriore

Tramvata

Epocale

Liberare

Le

Intelligenze