Green Blood

23 06 2009

Ahmadinejad.divieto





Il verduraio magico

30 04 2009

mortad_b1Braccia sottratte all’agricoltura: invitato d’onore all’assemblea di Coldiretti, in qualità di mago del cetriolo, Berlusconi ha per l’ennesima volta riproposto il suo numero da avanspettacolo distribuendo mortadella a tocchi (sottile metafora politica o indole da banconista?) e regalando perle di fine umorismo sulle polemiche legate alle liste per le europee.

La crisi colpisce anche i migliori: le polemicucce nostrane non sono sfuggite al punto di riferimento dell’informazione globale, il New York Times. La corrispondente dall’Italia, Rachel Donadio, si rivela brillante commentatrice politica, capace di avvalersi di testimoni d’eccezione quali Giuliano Ferrara e – udite udite! – Maria Latella nel ricostruire la vicenda.

Politica in rosa: pare esserci una spiegazione scientifica ai criteri guida nella composizione delle liste della PDL: sembra infatti che durante la visita in Polonia, scalpoasfaltato si sia ingozzato di Golonka (piatto tipico a base di carne suina), senza prima farla assaggiare a Bonaiuti. Si è scoperto che la carne proveniva dal Messico ed il virus non avrebbe subito mutazioni, come invece accade nel contagio maiale-uomo.





Memoria e paura

27 01 2009

Oggi è il giorno dedicato alla memoria. La memoria dell’Olocausto, certo, ma anche la memoria di ogni forma di umiliazione della dignità e dei diritti di ogni uomo per mano di un altro uomo. E allora suona quanto meno sinistro che nella civilissima Toscana una giunta comunale abbia votato a maggioranza il bando dei ristoranti etnici dal centro cittadino.  Crescono paura e diffidenza, e a farne le spese sono i più deboli, gente senza prospettive che approda in Italia in cerca di riscatto. Certo c’è una fetta di immigrati dedita ad attività illecite. Del resto neanche gli italiani che emigravano in america nei primi anni del secolo scorso erano tutti degli stinchi di santo. Non bastano tutte le statistiche del mondo a convincere chi ha paura dell’altro da sè che quell’altro spesso è semplicemente una badante o un muratore, e non un criminale incallito. Dunque la xenofobia dilaga, spesso sfocia in atti degni del Ku-Klux-Klan. Il ”dagli all’untore” perpetrato nei confronti degli immigrati si amplifica grazie alla cassa di risonanza dei telegiornali. E intanto anche Ratzinger ci mette del suo...





Piccolo chiarimento

26 01 2009

Gli episodi di violenza nei confronti delle donne continuano ad intensificarsi. O meglio, cresce il risalto mediatico che ad essi viene dato.  Già nel febbraio del 2007 l’Istat aveva diffuso i risultati di un’indagine (passata perlopiù sotto silenzio) sul fenomeno. Dall’indagine emergevano dati molto preoccupanti – tre su tutti: circa  32 donne su 100 hanno rivelato di avere  subito violenze nel corso della propria vita;  in oltre 90 casi su 100 le violenze non erano state denunciate; molto spesso autore degli atti violenti è un conoscente. Pare però che la diffusione di questi dati non sia priorità di chi dovrebbe gestire il fenomeno, essendo molto più politicamente redditizio mantenere alto il livello del “paurometro”, tuttalpiù ricorrendo a battute grevi  che si vorrebbero fare passare come un modo per “sdrammatizzare”. E invece NO. Non c’è nulla da sdrammatizzare. C’è solo da affrontare il dramma con estrema serietà. A cominciare da questi dati (Leggi l’Indagine Istat)





Sunday Music 2

25 01 2009

CELLO SONG 

(Nick Drake)

 

Strange face, with your eyes
So pale and sincere.
Underneath you know well
You have nothing to fear.
For the dreams that came to you when so young
Told of a life
Where spring is sprung.

You would seem so frail
In the cold of the night
When the armies of emotion
Go out to fight.
But while the earth sinks to its grave
You sail to the sky
On the crest of a wave.

 

So forget this cruel world
Where I belong
I’ll just sit and wait
And sing my song.
And if one day you should see me in the crowd
Lend a hand and lift me
To your place in the cloud.





Notizie Ans(i)a

23 01 2009

Barack Obama decide la chiusura del carcere di Guantanamo.  Alemanno rassicura i soldati che rimarranno disoccupati: “verranno inseriti nel piano speciale per la sicurezza di Roma. Aperte le trattative anche con la catena di comando di Abu Grahib”.  Sensibile ai segnali di cambiamento provenienti da Washington anche il vertice del PD. Bettini: “condividiamo la forte presa di posizione contro le torture; per questo motivo lasceremo la guida del partito”.





Non buttiamoci giù (A long way down)

22 01 2009

hornbyAnno nuovo….E’ l’ultimo dell’anno: quattro storie variamente incerte e sofferenti si scontrano casualmente in cima alla Casa dei Suicidi di Islington, Londra. L’imprevisto incontro dà il la ad una discussione al tempo stesso animata e surreale, al termine della quale il variegato (per ceto, cultura e sensibilità) quartetto trova un pretesto per rimanere aggrappato alla terra. Hornby ci guida, tramite il racconto diretto dei suoi protagonisti, attraverso la nascita di un sodalizio complicato e profondo, legato dal comune sentimento di “odi et amo” nei confronti della vita; una vita che, tutto sommato, si può continuare ad amare. Nonostante i tradimenti.





Sunday Music 1

18 01 2009

I WISH I KNEW HOW IT WOULD FEEL TO BE FREE

di Richard Lamb – William Taylor 

(Qui l’ interpretazione di Nina Simone)

And I wish I knew how
It would feel to be free
I wish that I could break
All the chains holding me
I wish I could say
All the things that I’d like to say
Say ‘em loud say ‘em clear
For the whole round world to hear
I wish I could share
All the love that’s in my heart
Remove every doubt
It keeps us apart
And I wish you could know
What it means to be me
Then you’d see and agree
Every man should be free


I wish I could live
Like I’m longin’ to live
I wish I could give
What I’m longin’ to give
And I wish I could do
All the things I’d like to do
You know they’ll still miss part of you
Yes Sir…
And I’m way way over due


I wish I could be like a bird up in the sky
How sweet it would be
If I found out I could fly
So long to my song
And look down upon Ihe sea
And I sing because I know
I would see you
I sing because I know
I would see you
And I sing because I know
I would see you
To be free Yea





Manhattan Skyline

13 01 2009

Lo sbrilluccichio di Times Square in superficie, migliaia di solitudini sotterranee. L’inatteso matrimonio fra hot-dog e kebab celebrato ad ogni angolo della city porta con sè una nube profumata di audace speranza.  Il ghiaccio di Rockefeller, per pattinare, e il ghiaccio che congela il sogno americano dentro chi non può essere null’altro che straniero. L’inglese stentato e approssimativo nella babele arcobaleno. Le stelle e le strisce comete. Santa Claus, un profeta alla portata di tutti. L’umiliante imbuto di Ellis Island. Le luci dell’albero e quelle di Hanukkah. 





Sputtanamento a media unificati

7 11 2008

Dopo “Un borghese piccolo piccolo” arriva il grottesco sequel “Un milionario infimo”, scritto, diretto, interpretato, prodotto e distribuito da Silvio Berlusconi. Trama: un parvenue, divenuto ricchissimo grazie a loschi affari e rapporti piuttosto discutibili, si ritrova catapultato a Palazzo Chigi. Il poveretto, non avendo nè gli strumenti politici nè quelli intellettuali, dovrà affrontare prove difficilissime. Su tutte, mostrare del tatto nei rapporti con colleghi ben più importanti o dire cose di una qualche rilevanza politica ai summit internazionali. L’impresa è ardua: capita così che un giorno, negli USA, venga eletto per la prima volta nella storia un nero alla Presidenza. L’evento ha una valenza storica che viene percepita e ammessa persino dal suo concorrente alla corsa per la presidenza (e dire che i toni della campagna elettorale erano stati ben più accesi che nel Belpaese). Non però dal nostro Silvietto, che da fine statista prevede che con il nuovo Presidente degli USA i rapporti saranno ottimi, trattandosi di soggetto giovane e ben abbronzato. La frase, pronunciata nel corso di un incontro con il collega russo, fa il giro del mondo. Parte lo sputtanamento su tutti i mezzi di informazione mondiali. Qui la scena clou del film: Silvio dà dell’imbecille a quanti critichino o semplicemente facciano notare la figura di merda che ha fatto e che ha fatto fare all’intero paese, dimostrando così ancora una volta, semmai ve ne fosse il bisogno, di essere assolutamente inadatto a rappresentarlo. Il film prevede un piccolo intermezzo, in cui la portata catartica della vittoria di Obama si mostra del tutto impotente di fronte all’idiozia e pochezza conclamate del Presidente dei Senatori del PDL Maurizio Gasparri, che in modo quasi scontato prevalgono su tutto il contesto storico impedendo al nostro gerarca con la zeppola di astenersi dalla prolusione di cazzate immani. Sorprendente, in questa scena, il cammeo di Maroni in veste di censore di minchiate. Avviso ai critici cinematografici poco inclini all’antiberlusconismo; vogliamo rassicurarli che la pellicola in questione non va iscritta nel filone del “nouvel dipietrisme” bensì in quello più rassicurante e nazionalpopolare della tragicommedia all’italiana. Un B-movie che lascerebbe perplesso persino il bizzarro Tarantino.