Dicono di noi…

23 04 2008

Anche se un pò in ritardo, mi sono fatto un giro per alcuni siti di informazione esteri, per cercare di capire quale immagine  si abbia di noi italiani nel mondo sulla base delle “nostre” scelte elettorali (più correttamente, delle scelte della maggior parte di noi).

New York Times: respinta la sobria responsabilità di Prodi, gli italiani hanno scelto, in un momento di scarsa autostima nazionale, un uomo (definito “l’idiosincratico miliardario”) le cui vicende – dalle uscite clownesche agli scandali della corruzione, dalle relazioni granitiche con la moglie a quelle con gli alleati politici, passando per la ricrescita dei capelli e (sic) persino occhi di un marrone più intenso – hanno avuto ampio risalto pubblico. 

Financial Times: si limita ad una cronaca dei risultati, ponendo l’acccento sulla xenofobia della Lega (diplomaticamente definita come il partito anti-immigrazione), sulla disfatta dei comunisti – legata sic et simpliciter alla vittoria della destra, e sulla strategia berlusconiana di capitalizzare l’ansia diffusa fra gli italiani, puntando il dito contro il carovita e le minori entrate realizzate dal governo Prodi.

El Pais: glissando sugli aspetti negativi del ritorno di Silvio Berlusconi (essendo il personaggio “ben conosciuto”), Gonzalez analizza le doti comunicative del Cavaliere, definito un maestro nel fare uso di strumenti tipicamente televisivi, quali sarcasmo, ironia, provocazione.

International Herald Tribune: ancora una volta Berlusconi viene definito come miliardario idiosincratico. Il dubbio che si pone l’IHT è se gli italiani, in un quadro di economia molto debole e di svantaggio rispetto al resto d’Europa, abbiano votato Berlusconi per ragioni di stima o, come invece sosterrebbero gli esperti, come scelta “meno peggio” dopo due anni in cui l’inattività di un governo frammentato ha segnato pesantemente il paese.

Le Monde:   titola “Silvio Berlusconi, una cattiva notizia per l’Europa”…qui il riferimento è al peso che la crisi italiana avrà sull’intera Eurozona, o meglio l’incapacità dei politici italiani (i francesi, si sa, non ci amano particolarmente) e, in particolar modo Berlusconi, di far fronte al rialzo dei tassi e all’euro forte.

Ma, com’è noto, l’intera stampa mondiale è in mano ai comunisti, per cui non c’è da prenderli sul serio





The days after

19 04 2008

Probabilmente, col senno di poi, a rifletterci meglio, non si poteva…e però restano impresse le immagini delle piazze gremite,in cui le folle, al grido di “si può fare”, sostenevano il tour de force di Uòlter in giro sul bus verde pisello slalomante fra i cento e più campanili italici. Aveva ragione Nenni…a proposito, date un’occhiata qui per una riflessione sul tema dello scollamento fra piazza e urne. “si può fare”: per un attimo anche i più scettici ci hanno creduto, rendendo la sconfitta ancor più cocente.

Tant’è: B&B hanno vinto, chapeau. Di riflessioni se ne stanno facendo tante in questi giorni; personalmente ritengo la riflessione e il dibattito uno dei grandi cespiti ereditati dal passato; per cui riflettere, discutere, ok, ma soprattutto rimboccarsi le maniche, ripartire dal basso…senza falsa modestia ecco un esempio.

Per finire, se proprio volete riflettere, enjoy this 

e una dedica musicale

 





-2 al voto

10 04 2008
Mancano ormai 2 giorni alle elezioni.  Oggi, ultimo giorno di campagna. Silvio e Walter hanno mostrato, nel corso di questa anomala corsa al voto, che ci ha visti orfani di un confronto diretto fra i due reali avversari di questa tornata, approcci completamente diversi. Non mi riferisco solamente alle scelte di campagna elettorale, ovvero una linea elegante ma decisa da un lato (Veltroni), arrogante, astiosa e violenta dall’altro; significativi, più che le promesse di rito, sono gli immaginari che i due leaders propongono.
Veltroni immagina un Paese in cui si possano realmente comporre i contrasti. Più di una volta, ad essere sincero, ho in passato criticato questo atteggiamento di “volemose bene”. A riflettere meglio, però, il progetto di riportare la classe dirigente attuale (si spera nella breve attesa che ci separa dal suo definitivo ricambio) ad assumersi le proprie responsabilità, collaborando, al di là delle appartenenze – e ciò dovrebbe essere tanto più semplice oggi, dato l’evidente tramonto delle ideologie – alla realizzazione di un Paese nuovo, è veramente innovativo. Innovativo, ovviamente, per quelle che sono le caratteristiche della realtà italiana, visto che nelle più importanti democrazie europee la dialettica politica si svolge in maniera seria responsabile ed efficace da decenni. Ma è chiaro che seppure in ritardo, è ora di rimettersi in carreggiata e raggiungere, benchè ansimanti, il resto del gruppo di testa di Eurolandia.
Venendo invece a Berlusconi, gli ultimi giorni di campagna sintetizzano efficacemente l’essenza umana, politica e culturale del Cavaliere e dei suoi stallieri. A proposito di stallieri, una delle affermazioni più agghiaccianti degli ultimi giorni è quella di Dell’Utri, secondo cui lo stalliere mafioso di Berlusconi, Vittorio Mangano, sarebbe un eroe. Berlusconi si è limitato a sottoscrivere. Probabilmente era un modo per mobilitare la “base” del partito…Alitalia: con l’annuncio gravissimo e infondato di una possibile cordata italiana disposta a comprare il rottame dell’aviazione europea, Berlusconi ha causato oscillazioni nell’andamento dei titoli azionari della compagnia aerea tali da suscitare, in un Paese normale, la pronta azione dell’organo di vigilanza sui mercati finanziari. Da noi, di fronte ad un lampante caso di aggiotaggio, la Consob è rimasta perfettamente immobile. Ultimo capitolo, l’ennesima dimostrazione della totale mancanza di senso delle istituzioni da parte del ducetto brianzolo: se vinciamo non daremo la presidenza di una camera al PD, a meno che Napolitano, essendo stato eletto dai comunisti e comunista a sua volta, non si dimetta. Questo, in sintesi, il ragionamento del Cav. Banana; la Presidenza della Repubblica come merce di scambio…tra un pò ce la proporrà su Mediashopping, in coordinato con il testo di Storia targato Dell’Utri, in cui verranno cancellati tutti i riferimenti alla Resistenza, fondamento imprescindibile della nostra democrazia, per essere sostituiti con degli approfondimenti sul contributo che i clarissimi capi della mafia hanno dato allo sviluppo economico, sociale e culturale del Mezzogiorno e dell’Italia tutta (si dimostrerà inoltre, l’inutilità e la pericolosità dell’antimafia come ostacolo allo sviluppo). Si potrebbe chiudere con un approfondimento sulle alleanze grottesche/pericolose (fucili al nord, lupare al sud), ma è risaputo che ruttare in pubblico non è da persone a modo. 
Buon voto a tutti…




La libertà su quattro ruote

7 04 2008
Si aggira nervosamente per le strade del quartiere, attraversandolo in lungo e in largo in un frenetico, instancabile défilé. Si muove a scatti, ma per quelle come lei è del tutto normale; sarebbe sbagliato imputare quei goffi movimenti al timore di non essere all’altezza della situazione. Il nostro peperino, al contrario, è cosciente della propria avvenenza e del fascino che esercita sui passanti. Tanto che, presa da un impeto di esibizionismo, ancheggia giuliva mostrando il suo nuovo tatuaggio: sul suo regale posteriore, infatti, campeggia il volto del suo principe “azzurro”…non avete ancora capito a chi mi riferisco? Ma è lei, la Smart della Libertà; sì proprio lei, quella che veicola per le nostre strade i ritratti elettorali dei giovani virgulti autoctoni, paladini della Libertà (dal figlio del valvassore del Nomentano a quello che “è uno di noi” – a proposito, average man o confessione stragiudiziale?)…se la incrociate, ossequiatela: è piccola, ma incazzosa…tutta suo “padre”!




Simboli e leggende

10 03 2008

Interessante e divertente la rassegna dei simboli depositati  per le prossime elezioni. Si tratta  di un’analisi che si focalizza sui simboli nuovi. Quanto ad un simbolo antico e terrificante, portatore di oscuri significati per la storia patria, vi  consiglio vivamentequesto