Anche se un pò in ritardo, mi sono fatto un giro per alcuni siti di informazione esteri, per cercare di capire quale immagine si abbia di noi italiani nel mondo sulla base delle “nostre” scelte elettorali (più correttamente, delle scelte della maggior parte di noi).
New York Times: respinta la sobria responsabilità di Prodi, gli italiani hanno scelto, in un momento di scarsa autostima nazionale, un uomo (definito “l’idiosincratico miliardario”) le cui vicende – dalle uscite clownesche agli scandali della corruzione, dalle relazioni granitiche con la moglie a quelle con gli alleati politici, passando per la ricrescita dei capelli e (sic) persino occhi di un marrone più intenso – hanno avuto ampio risalto pubblico.
Financial Times: si limita ad una cronaca dei risultati, ponendo l’acccento sulla xenofobia della Lega (diplomaticamente definita come il partito anti-immigrazione), sulla disfatta dei comunisti – legata sic et simpliciter alla vittoria della destra, e sulla strategia berlusconiana di capitalizzare l’ansia diffusa fra gli italiani, puntando il dito contro il carovita e le minori entrate realizzate dal governo Prodi.
El Pais: glissando sugli aspetti negativi del ritorno di Silvio Berlusconi (essendo il personaggio “ben conosciuto”), Gonzalez analizza le doti comunicative del Cavaliere, definito un maestro nel fare uso di strumenti tipicamente televisivi, quali sarcasmo, ironia, provocazione.
International Herald Tribune: ancora una volta Berlusconi viene definito come miliardario idiosincratico. Il dubbio che si pone l’IHT è se gli italiani, in un quadro di economia molto debole e di svantaggio rispetto al resto d’Europa, abbiano votato Berlusconi per ragioni di stima o, come invece sosterrebbero gli esperti, come scelta “meno peggio” dopo due anni in cui l’inattività di un governo frammentato ha segnato pesantemente il paese.
Le Monde: titola “Silvio Berlusconi, una cattiva notizia per l’Europa”…qui il riferimento è al peso che la crisi italiana avrà sull’intera Eurozona, o meglio l’incapacità dei politici italiani (i francesi, si sa, non ci amano particolarmente) e, in particolar modo Berlusconi, di far fronte al rialzo dei tassi e all’euro forte.
Ma, com’è noto, l’intera stampa mondiale è in mano ai comunisti, per cui non c’è da prenderli sul serio














Ipse Dixit