Tra qualche giorno sarà ufficiale: il quarto esecutivo Berlusconi guiderà il Paese per i prossimi 5 anni. Dalla composizione del nuovo governo sembrano emergere i seguenti profili.
Anzitutto alla lega Nord è stata riconosciuta la meritata rappresentanza, e forse qualcosa in più. Il riferimento è ovviamente all’intrepido inserimento di Calderoli con l’espediente di un ministero ad hoc, quello della semplificazione. Del resto, avendo il creativo odontotecnico dimostrato una certa idiosincrasia nei confronti della stesura di testi normativi, l’impresa di ridurre quelli esistenti potrebbe senz’altro risultargli più congeniale. Per il resto Bossi alle riforme (a quando la presidenza della Commissione antimafia a Messina Denaro?), Zaia (new entry) alle Politiche Agricole, Maroni agli interni.
Premiati anche gli azzurri del sud: dopo la nomina di Schifani a Presidente del Senato, diversi i ministeri affidati ai fedelissimi del mezzogiorno. Spicca la new entry del giovane agrigentino Angelino Alfano, a cui viene affidato il ministero della Giustizia. La Sicilia trova un’altra rappresentante in Stefania Prestigiacomo, che si occuperà di Ambiente. Due i campani: Elio Vito (rapporti con il Parlamento) e Mara Carfagna, più nota per meriti anatomici che per quelli politici (Pari Opportunità). A chiudere il quadro della componente “Lega Sud” Raffaele Fitto, ex giovane promessa già alla guida della Regione Puglia, che per l’appunto, rimanendo in tema, curerà i rapporti con le Regioni.
Alleanza Nazionale non ne esce benissimo: due ministeri con portafoglio (Difesa e Infrastrutture, assegnati rispettivamente a La Russa e Matteoli) e due senza, vale a dire Politiche Comunitarie (Ronchi) e Politiche Giovanili, affidato a Giorgia Meloni, già giovanissima vice-presidente della Camera e attualmente la più stimata ministro del nuovo esecutivo. Fini si aspettava qualcosa di più, ma poteva andare peggio.
A completare il Consiglio dei Ministri, ovviamente, il resto dei pilastri storici: Frattini (Esteri) rientrato da Bruxelles; Tremonti, recente autore di un best-seller, all’Economia; Sacconi al Welfare; Scajola allo sviluppo economico; Brunetta alla P.A. e innovazione, Bondi ai Beni Culturali, la Gelmini alla guida di Scuola e Università. Dulcis in fundo, a garanzia della completa e corretta attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. Questa sì che è sicurezza!
Tre piccole considerazioni:
- le donne sono solo 3
- sorgono forti dubbi sulle reali competenze di molti esponenti
- ma in fondo quello che conta è che il governo sia unito e possa durare: e siamo certi che durerà, essendo i nominati perlopiù delle teste di legno atte a fare da parafulmine alle decisioni padronali.
Con 10 anni di opposizione, il centro-sinistra avrà tutto il tempo per raccogliere i cocci e reincollarli sapientemente…
Ipse Dixit