Quando eravamo noi ad emigrare

22 03 2009

NUOVAIORCA NOVECENTO

 

Trenta lune riposano fra i nostri canti.

 La polvere delle macerie cede il passo

 alle nebbie di Ellis Island.

 

 Le mani, calli e salsedine,

 salutano i mostri di vetro e cemento,

 pronte a dare respiro al sogno.

 

 Anni rinchiusi fra spago e cartone:

 le luci di Nuovaiorca baciano

 le immagini di amori lontani.

 

Migliaia di sguardi sfiorano

scrutano accarezzano

scarpe rotte sorridenti.

 

 Gesti e parole, diffidenti amici

che ci guidano lungo i chilometri

di ferro, fumi, odori ancora da percorrere,

 mai certi dell’approdo.





Memoria e paura

27 01 2009

Oggi è il giorno dedicato alla memoria. La memoria dell’Olocausto, certo, ma anche la memoria di ogni forma di umiliazione della dignità e dei diritti di ogni uomo per mano di un altro uomo. E allora suona quanto meno sinistro che nella civilissima Toscana una giunta comunale abbia votato a maggioranza il bando dei ristoranti etnici dal centro cittadino.  Crescono paura e diffidenza, e a farne le spese sono i più deboli, gente senza prospettive che approda in Italia in cerca di riscatto. Certo c’è una fetta di immigrati dedita ad attività illecite. Del resto neanche gli italiani che emigravano in america nei primi anni del secolo scorso erano tutti degli stinchi di santo. Non bastano tutte le statistiche del mondo a convincere chi ha paura dell’altro da sè che quell’altro spesso è semplicemente una badante o un muratore, e non un criminale incallito. Dunque la xenofobia dilaga, spesso sfocia in atti degni del Ku-Klux-Klan. Il ”dagli all’untore” perpetrato nei confronti degli immigrati si amplifica grazie alla cassa di risonanza dei telegiornali. E intanto anche Ratzinger ci mette del suo...





Mujeres, Caballeros, UE

16 05 2008

A seguito delle drastiche misure adottate dall’Italia in tema di immigrazione clandestina dure critiche alla politica del Governo B. provengono dalla vicepresidente spagnola Maria Teresa Fernandez de la Vega. Pare proprio che Don Silvio, che pure vanta lo jus primae noctis sulle sue neo-deputate non riesca a fare breccia nel cuore delle mujeres iberiche, nei confronti delle quali, recentemente, ha mostrato atteggiamenti machisti poco apprezzati.

Un ammonimento viene anche dalla Commissione Europea, che respinge fermamente l’idea di Frattini di rivedere il Trattato Schengen. Il nostro eroe di oggi, intanto, al Financial Times dichiara che non incontrerà il Dalai Lama per non urtare la sensibilità degli amici cinesi, ma che al tempo stesso si sente vicino alle istanze del Tibet. Il “ma-anchismo” contagia dunque il neo ministro degli Esteri, mentre siamo certi che a Bruxelles qualcuno avrà un motivo in più per gioire del suo rientro in patria. Veniale egoismo.