NetWorks!

1 10 2008

Dopo ore letteralmente sprecate a giocherellare con le inutili e “addictive” applicazioni del più famoso social network della rete, mi sono imbarcato in un esperimento: volevo vedere se, fra le pieghe del cazzeggio, ci fosse spazio anche per spunti un pò più seri. Capire cioè se veramente la rete sia ciò che se ne fa. E la risposta è stata tanto immediata quanto confortante. Una causa antimafia, seppur virtuale, ha raccolto, nello spazio di meno di una settimana, 1500 adesioni circa; mentre una pagina dedicata a Peppino Impastato, simbolo dell’antimafia militante offuscato dalla circostanza che la sua barbara uccisione sia avvenuta in concomitanza con il ritrovamento del corpo di Moro, conta, ad oggi, oltre 2500 iscritti (per oltre l’80% di età compresa fra i 18 e i 34 anni). Alcuni di questi – ed è ciò che rappresenta plasticamente il felice esito dell’esperimento – hanno colto l’occasione per fare dello spazio una bacheca in cui scambiare informazioni sulle iniziative antimafia programmate in Italia. Web is what you make of it!





Il dito e la Luna

13 05 2008

Caso Travaglio contro Schifani. Un’incredibile serie di storture tipicamente italiane. Anzitutto nel dibattito sembrano essere amessi solo politici. Tra questi, poi, tutti, tranne il “giustizialista” Di Pietro, difendono il Presidente del Senato, compreso chi, proprio in Sicilia, si proponeva come elemento di novità. Nessuno dei nostri rappresentanti, però, se l’è sentita di affrontare quelle affermazioni nel merito. Ovvero: Travaglio ha affermato il falso o ha detto la verità? C’è chi dice che trattasi di mezza verità , con una lezione su ciò che invece dovrebbe essere la reale ricerca della verità. Ammesso e non concesso che Schifani non sia un colluso, i dubbi però rimangono; nel dubbio, in un Paese normale (ovvero nel resto d’Europa), non avrebbe mai potuto accedere alla seconda carica dello Stato.





-2 al voto

10 04 2008
Mancano ormai 2 giorni alle elezioni.  Oggi, ultimo giorno di campagna. Silvio e Walter hanno mostrato, nel corso di questa anomala corsa al voto, che ci ha visti orfani di un confronto diretto fra i due reali avversari di questa tornata, approcci completamente diversi. Non mi riferisco solamente alle scelte di campagna elettorale, ovvero una linea elegante ma decisa da un lato (Veltroni), arrogante, astiosa e violenta dall’altro; significativi, più che le promesse di rito, sono gli immaginari che i due leaders propongono.
Veltroni immagina un Paese in cui si possano realmente comporre i contrasti. Più di una volta, ad essere sincero, ho in passato criticato questo atteggiamento di “volemose bene”. A riflettere meglio, però, il progetto di riportare la classe dirigente attuale (si spera nella breve attesa che ci separa dal suo definitivo ricambio) ad assumersi le proprie responsabilità, collaborando, al di là delle appartenenze – e ciò dovrebbe essere tanto più semplice oggi, dato l’evidente tramonto delle ideologie – alla realizzazione di un Paese nuovo, è veramente innovativo. Innovativo, ovviamente, per quelle che sono le caratteristiche della realtà italiana, visto che nelle più importanti democrazie europee la dialettica politica si svolge in maniera seria responsabile ed efficace da decenni. Ma è chiaro che seppure in ritardo, è ora di rimettersi in carreggiata e raggiungere, benchè ansimanti, il resto del gruppo di testa di Eurolandia.
Venendo invece a Berlusconi, gli ultimi giorni di campagna sintetizzano efficacemente l’essenza umana, politica e culturale del Cavaliere e dei suoi stallieri. A proposito di stallieri, una delle affermazioni più agghiaccianti degli ultimi giorni è quella di Dell’Utri, secondo cui lo stalliere mafioso di Berlusconi, Vittorio Mangano, sarebbe un eroe. Berlusconi si è limitato a sottoscrivere. Probabilmente era un modo per mobilitare la “base” del partito…Alitalia: con l’annuncio gravissimo e infondato di una possibile cordata italiana disposta a comprare il rottame dell’aviazione europea, Berlusconi ha causato oscillazioni nell’andamento dei titoli azionari della compagnia aerea tali da suscitare, in un Paese normale, la pronta azione dell’organo di vigilanza sui mercati finanziari. Da noi, di fronte ad un lampante caso di aggiotaggio, la Consob è rimasta perfettamente immobile. Ultimo capitolo, l’ennesima dimostrazione della totale mancanza di senso delle istituzioni da parte del ducetto brianzolo: se vinciamo non daremo la presidenza di una camera al PD, a meno che Napolitano, essendo stato eletto dai comunisti e comunista a sua volta, non si dimetta. Questo, in sintesi, il ragionamento del Cav. Banana; la Presidenza della Repubblica come merce di scambio…tra un pò ce la proporrà su Mediashopping, in coordinato con il testo di Storia targato Dell’Utri, in cui verranno cancellati tutti i riferimenti alla Resistenza, fondamento imprescindibile della nostra democrazia, per essere sostituiti con degli approfondimenti sul contributo che i clarissimi capi della mafia hanno dato allo sviluppo economico, sociale e culturale del Mezzogiorno e dell’Italia tutta (si dimostrerà inoltre, l’inutilità e la pericolosità dell’antimafia come ostacolo allo sviluppo). Si potrebbe chiudere con un approfondimento sulle alleanze grottesche/pericolose (fucili al nord, lupare al sud), ma è risaputo che ruttare in pubblico non è da persone a modo. 
Buon voto a tutti…